Pita greca

Oggi vi propongo il pane classico greco: la pita. È un tipo di lievitato che rimane soffice e schiacciato, una sorta di piadina più morbida. La pita si usa solitamente come companatico o per accompagnare i gyros


Ricetta tratta e modificata da Trattoria da Martina

Pita greca

350g farina
1tsp sale rosa I gusti vegetali
1tbsp lievito di birra secco
2tsp zucchero
2tbsp olio evo
175ml acqua
farina di mais Molino Chiavazza

Unire la farina, il lievito, lo zucchero, il sale e l’olio in una terrina capiente e mescolare bene. Aggiungere l’acqua tiepida e aggiungere al massimo un cucchiaio di acqua (a piccole dosi)  se l’impasto dovesse essere troppo secco. Impastare bene per una decina di minuti circa. Formare una palla con l’impasto e metterlo a lievitare in un contenitore chiuso fino al raddoppio. Una volta che l’impasto sarà raddoppiato, dividere l’impasto in 6 panetti. Accendere il forno a 190°. 
Spolverare la spianatoia con la farina di mais e stendere ogni panetto in modo da formare un cerchio di circa 20cm di diametro e 4mm di spessore. Lasciare riposare 5 minuti dopodiché, con il dorso della forchetta, schiacciare tutta la superficie, in modo che non gonfino in cottura, e infornare. Far cuocere 4-5 minuti, poi girarle e cuocerle altri 4-5 minuti in forno statico. 
Scaldare una bistecchiera e spennellare la pita con un’emulsione di acqua e olio in pari quantità. Farla abbrustolire un po’ e servirla calda.

Se non avete intenzione di mangiare subito la pita, appena uscita dal forno va chiusa in un sacchetto di carta, in modo che non si secchi e rimanga morbida.

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Matcha smoothie

Oggi vi propongo una bevanda rinfrescante: frappé al matcha. Di solito non mi piace la banana nei frullati, ma aggiungendo il matcha il risultato cambia decisamente. Questo smoothie, fresco e pastoso, è molto rinfrescante e adatto a questi giorni di calura intensa… 
Ricetta tratta e modificata da Just One Cookbook

Matcha smoothie

1 cucchiaino matcha Tea and coffee house
1 banana
mezza tazza latte
ghiaccio
1 cucchiaino zucchero

Tagliare la banana a pezzetti. Mettere tutto nel mixer e frullare fino ad ottenere un frullato senza grumi.

Banana split

Oggi facciamo un salto negli States e prepariamo un dolce dal sapore estivo: banana split. Già solo il nome non vi fa pensare a un bel chiringuito sulla spiaggia di Copacabana? 😉

Come spesso accade, è difficile stabilire la paternità della ricetta: c’è chi sostiene che la banana split fu inventata nel 1904 da David Evans Strickler a Latrobe; anche la città di Wilmington (Ohio), dove ogni anno si tiene il Banana Split Festival, reclama l’invenzione del dolce. In ogni caso, è un dolce dalla semplicità disarmante a cui ognuno può aggiungere il proprio tocco personale. Provate a usare i vostri gusti di gelato preferiti e divertitevi ad assemblare la banana split come più vi piace! =)


Banana split

1 banana
amarene Fabbri
cioccoamarene Fabbri
topping alla fragolina di bosco Fabbri
gelato al cioccolato Fabbri

Pelare una banana e disporla in una ciotola allungata e profonda. Prelevare dal vasetto delle Cioccoamarene un po’ di liquore al cioccolato e spalmarlo sulla banana. Disporre 2 palline di gelato sulla banana, guarnirle con delle amarene sciroppate e ultimare con una spruzzata di topping alla fragolina di bosco.

Gomashio


Oggi vi parlerò di un condimento che andava parecchio di moda tempo fa e che si trova nei negozi di macrobiotica: il gomashio ごま (non gomasio, come scrivono erroneamente alcuni).
Si tratta di una polvere a base di semi di sesamo tostati e sale, a volte arricchita anche con scaglie di alga kombu. I benefici dati dal sesamo sono molteplici: disintossicante, alcalinizzante, antiemetico…
Il gomashio è un buon sostituto del comune sale da tavola: ne basta pochissimo per dare sapore ai piatti. Sta benissimo nelle insalate, sulla carne, sul pesce…

Ricetta tratta da JustBento

Gomashio

100g semi di sesamo Melandri gaudenzio
10g sale 
1/2 tazza acqua

Sciogliere il sale nell’acqua. Mettere il sesamo in una padella antiaderente (Ballarini) e tostarlo mescolando fino a quando i semi scoppiettano. Attenti a non bruciare i semi, altrimenti sapranno di amaro!
Versare l’acqua salata in padella e mescolare fino a quando l’acqua sarà completamente assorbita. Lasciar asciugare i semi nella padella. Diventeranno grigiastri e coperti da una patina salata.
Potete pestare i semi di sesamo nel mortaio o lasciarli così. Conservare il gomashio, chiuso in un barattolo, nella dispensa per un mese. 

Limoncello

Qualche settimana fa mi hanno regalato un bellissimo cesto di limoni Amalfitani. Vista la sontuosità del regalo, ho pensato di valorizzarli al massimo e fare il limoncello. Non credo esista una ricetta unica per questo liquore, per cui vi propongo quella con cui mi sono trovata meglio. Non mentirò, il risultato è decisamente alcolico, ma il sapore è garantito! 😉

Limoncello

160g alcool puro 90°
260g acqua
2 limoni
240g zucchero

Lavare e sbucciare i limoni senza tagliare la parte bianca della scorza. Mettere l’alcool in un recipiente ermetico e unire le bucce di limone. Lasciar macerare al buio per un mese.
Preparare uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero e lasciarlo raffreddare. Unirlo all’alcool e lasciar macerare ancora 40 giorni, poi filtrare.

Torta marmorizzata… e prima gara!

Domenica è stata un’altra bellissima giornata dedicata al kyudo. Per la prima volta ho partecipato al Memorial Foglia, taikai organizzato ogni anno dagli amici del Kenzan Dojo per ricordare Mario Foglia, fondatore del kyudojo di Casorate nonché uno dei primi kyudoka Heki italiani. La giornata è stata aperta da una dimostrazione di koshiya, il tiro da guerra a cui avevo assistito anche durante il seminario di primavera. 

Dopo koshiya abbiamo tirato 12 frecce a testa per stabilire la classifica iniziale, da cui sono state estratte le coppie. A questo punto siamo entrati nel vivo della competizione e abbiamo iniziato le prove. Non era il classico kinteki (tiro a 28m su bersagli standard), ma una serie di giochi tipici della scuola Heki in cui conta non solo la tecnica base, ma soprattutto la capacità di adattarsi a bersagli molto diversi tra loro. Diciamo che anche il fattore X conta, eccome… =) 

Il primo gioco consisteva nel centrare in sequenza e nel minor numero di tiri possibile i tre bersagli. Notare il più piccolo (solo 12cm mi pare!), che da lontano era grande quanto un tappo di bottiglia…
Invece nel tiro ai ventagli bisognava attendere il momento giusto per scoccare la freccia, quello cioè in cui il ventaglio era rivolto nel verso giusto per poter essere colpito. Basta una folata di vento prima di hanare (sgancio) e devi avere la prontezza di riflessi di mirare subito a un altro ventaglio girato nel verso giusto, oppure devi resistere in nobiai (momento di massima tensione) per tutto il tempo necessario. Giuro che quei ventagli erano telecomandati… si spostavano sempre nel momento di sgancio, che birichini! Centrarli è stato durissimo, ma questo gioco è stato di gran lunga il mio preferito… :3 

In un’altra prova i bersagli erano posti a distanze diverse e molto bassi, quindi bisognava stravolgere completamente la mira consueta.  

La gara finale a sorpresa consisteva nel cercare di colpire delle sagome di samurai molto realistiche…

Sono ancora emozionatissima, è stata la mia prima gara e mi sono divertita un mondo. Ho rivisto vecchi amici e ne ho conosciuti di nuovi. Non ho nemmeno sentito troppo la tensione, come temevo all’inizio. Mi sa che non sono molto competitiva, alla fine… meno male che c’era il mio compagno di squadra a spronarmi e tifare! Memorabile, davvero…  =)  
☾ ☾ ⭐︎ ☽ 
La torta di oggi me l’ha insegnata Damiana, la mamma della mia migliore amica. Morbida, golosissima e molto chic: torta marmorizzata al cioccolato.
La preparazione è molto facile e il risultato garantito… ve la consiglio al 100%! 


Torta marmorizzata

200g burro
200g zucchero
4 uova
300g farina
1 bustina di lievito
50g cacao
50g zucchero
1 cucchiaino rhum

Lavorare in una terrina il burro morbido con lo zucchero. Incorporare uno alla volta i tuorli, gli albumi montati a neve, la farina setacciata e il lievito. Se l’impasto risultasse troppo secco aggiungere del latte.
In un’altra terrina mescolare cacao, 50g zucchero e rhum. Aggiungere un po’ dell’impasto chiaro nella ciotola del cacao e mescolare bene. Aggiungere ancora del latte se serve.
Imburrare uno stampo da plum-cake (keramia Guardini) e versare uno strato di impasto chiaro e poi uno di impasto scuro, alternandoli. Vi consiglio di tenere lo strato chiaro per ultimo così non correte rischi di bruciare la superficie. Cuocere a 180° per 40 minuti circa. Controllate sempre con uno stecchino dopo 20 minuti di cottura per essere sicuri di non farla cuocere troppo.

Caffè shakerato

Eccomi tornata dalla Val Gardena, un po’ acciaccata per via del mal di denti. A quanto pare ho finalmente deciso di “mettere giudizio”… 😛
Ho trascorso dei giorni intensi e bellissimi, circondata da un panorama mozzafiato e dalla compagnia dei miei cari amici.

Oggi invece devo mettermi in pari con la mole di lavoro che mi sono lasciata dietro…
Ragazzi, ho bisogno di una flebo di caffè per non addormentarmi sui libri! Ho pensato quindi di prepararmi questa bevanda rinfrescante e deliziosa. Non sapevo se chiamarlo Irish coffee o semplicemente caffè shakerato. In realtà non è un vero e proprio irish coffee perché manca il liquore (se no come studio!?).
Comunque sia, io lo trovo buonissimo… la spuma arricchita dal Chococaviar Venchi è da leccarsi i baffi! E finalmente anche lo shaker Pedrini ha avuto la sua parte… 😉

Caffè shakerato

latte q.b.
1 cucchiaio caffè in polvere Naturei
1 cucchiaio zucchero
chococaviar Venchi
Baileys (facoltativo)
ghiaccio a cubetti (facoltativo)

Versare il latte nello shaker e aggiungere il caffè, lo zucchero, il liquore, il ghiaccio e scuotere con forza per alcuni minuti. Versare il caffè in un bicchiere da cocktail, togliere il tappo grande dello shaker e depositare la schiuma in cima al caffè. Decorare con il chococaviar e gustare!